7^ Giornata dell'Economia: i dati provinciali

8 Maggio 2009

 In occasione della giornata nazionale dedicata dal sistema camerale allo stato di salute dell'economia viene fotografata una situazione 2008 notevolmente modificata rispetto all’anno precedente. La Camera di Commercio di Pisa presenta un rapporto sulla situazione a livello provinciale, corredato da più di cento tra tavole e tabelle, che da oggi è disponibile sul sito http://www.starnet.unioncamere.it/?mod=AREA_CCA&id_documento=2288&ID=259&id_cat_documento=509
La crisi economica  che ha toccato l’economia mondiale si è fatta  sentire anche a Pisa.  Nel 2008  tutti i settori economici hanno avuto un andamento recessivo, soprattutto nell’ultimo trimestre si è registrato un peggioramento  del fatturato ed un calo sensibile degli ordini  che inducono a previsioni non positive per  l’anno  in corso. Sono diminuiti soprattutto gli ordini provenienti dall’estero che per tutto il 2007  nella nostra provincia hanno svolto un ruolo  di traino con un andamento generalmente superiore a quello medio  regionale.  Per le  esportazioni le brillanti performance del periodo 2005-2007 sono un ricordo lontano. In quel periodo la provincia di Pisa faceva segnare  un incremento medio dell’11,2% nettamente superiore sia alla media regionale (+6,6%) che a quella nazionale (+8,1%). Nel 2008 inevitabilmente si è registrato una  flessione  più marcata  che non  è stata bilanciata  da una crescita degli ordini  livello nazionale.  Il commercio al dettaglio della provincia ha subito la generale contrazione dei consumi iniziata già nel 2007, allorché  si è verificata una sostanziale stagnazione,   accentuata  nel 2008  dal diffondersi di un clima di sfiducia come conseguenza di una crisi,  prima finanziaria e successivamente economica, che ha influito negativamente sulla propensione alla spesa da parte delle famiglie.  A questo atteggiamento di cautela  nella spesa per consumi  ha  contribuito anche l’andamento del mercato del lavoro che ha registrato nei primi mesi del 2009 un significativo  ridimensionamento dei programmi di assunzione da parte delle imprese. Tale ridimensionamento  però  deriva  dal mancato rinnovo di contratti a termine, dal blocco parziale  o totale del naturale turnover per pensionamento ed interessa soprattutto figure operaie e personale addetto alla conduzione di impianti e macchinari.   Dalle anticipazioni dei dati Excelsior  emerge che nel 2009  la contrazione occupazionale dovrebbe lasciare sostanzialmente inalterata la capacità produttiva e la competitività delle imprese, anche perché accompagnata da una tendenziale propensione  ad investire in risorse umane con più elevati requisiti formativi e professionali.  L’investimento in capitale umano quale fattore per fronteggiare la crisi risulta anche da una prima analisi del livello di istruzione associato alle figure professionali in entrata : al generalizzato aumento di figure  high-skills si registra un progressivo incremento  della quota di personale con livello di istruzione universitario  e di personale con  livello di istruzione secondario, mentre si conferma la traiettoria discendente in termini relativi delle assunzioni con il solo obbligo scolastico.
Dal mondo delle imprese  emerge quindi una propensione ad investire nel capitale umano  che è un segnale positivo. D’altronde la struttura imprenditoriale   della provincia di Pisa dimostra solidità. E’ ben vero che  al 31.03.2009 mancano 233 unità rispetto allo stesso trimestre 2008, ma tale valore va rapportato ad un insieme di 42.619 imprese.   Non è confortante che il tasso di crescita, sempre al 31 marzo 2009, sia negativo (-0,75%) ma non si discosta  molto  da quello regionale che è -0,72%.  In questo andamento negativo  che pervade tutti i comparti produttivi  a crescere sono le nuove imprese che scelgono la forma giuridica di società di capitale, che  mantiene un saldo iscritte/cessate positivo, confermando la menzionata solidità del sistema imprenditoriale.
Un altro segnale confortante giunge dal sistema creditizio. Dal sondaggio effettuato da Unioncamere Toscana  e dai dati risultanti dall’indagine sugli effetti della crisi finanziaria emerge che  le imprese pisane hanno meno difficoltà delle altre imprese toscane nell’accesso al credito. Infatti solo il 22.5% delle imprese pisane intervistate  appartenenti al settore dell’industria contro il 28,3% delle altre imprese toscane risponde di percepire maggior difficoltà  e, analogamente, si rileva la stessa dinamica nelle imprese del commercio (Pisa 6,2% -Toscana 18,2%) e del Turismo (Pisa 10,4% - Toscana 21,3%) 
E’ innegabile che  la crisi  economica c’è e si fa sentire soprattutto nei settori export-oriented che sono sempre stati i settori più dinamici dell’economia provinciale,  però  il sistema delle imprese dimostra una solidità strutturale e si riscontra anche  un atteggiamento positivamente reattivo dal momento che  nel manifatturiero  gli imprenditori pisani  dimostrano  una crescente attenzione all’ampliamento delle gamma dei prodotti ed al miglioramento delle loro qualità. Alle istituzioni gli imprenditori chiedono non solo un alleggerimento dell’imposizione fiscale ed  una semplificazione degli adempimenti burocratici  ma anche un supporto agli investimenti in ricerca e sviluppo, un sostegno al credito ed ai redditi e consumi per le famiglie.
La Camera di Commercio di Pisa  ha già colto le richieste del mondo imprenditoriale e supporterà  in modo significativo  l’accesso al credito sia in termini di risorse che di offerta di nuovi strumenti   e  intensificherà gli  interventi già posti in essere   a supporto delle esportazioni del commercio interno e dell’innovazione 

 

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Ultima modifica: 09/10/2012 11:00:29